TRADIZIONI LOCALI

LA CASA FRIULANA

In via Papa Giovanni a Sequals un monumento particolare ricorda la tipica casa friulana, quella dei nostri nonni e bisnonni, scomparsa con il sisma del '76, con al suo interno il fogolar, il lavello di pietra e il suo scarico, vecchi e umili utensili di uso domestico e lavorativo, una semplice panchina di pietra e resti di terrazzi che un tempo hanno abbellito alcune case locali.


DEVOZIONE POPOLARE

CROCI DELLA PASSIONE

Ogni frazione del Comune di Sequals ha la sua propria croce della passione in ferro battuto decorata con i simboli e gli strumenti della Passione di Gesù. Solitamente questi sono: il gallo, il cartiglio INRI, il martello, il velo di Veronica, l'ostia e il calice, la spada, il cuore fiammeggiante, il flagello, la lanterna, la mano, le tenaglie, la lancia, la canna con la spugna imbevuta di aceto, il fiasco di vino mescolato con il fiele, la tunica, la borsa con i 30 denari, il cranio, la scala, i dadi, la corona di spine.

 

A Lestans, all'incrocio Plovia  (foto  1 e2 ) -  A Sequals, di fronte alla scalinata verso Sant'Andrea (foto 3 e 4) -  A Solimbergo, all'entrata settentrionale del paese (foto 5 e 6)

CRIST DI POLAC, Via Roma, Sequals

NICCHIE DEVOZIONALI DI LESTANS

Madonna del Rosario col bambino fra San Giuseppe e San Antonio da Padova, Via Dante n.85

Madonna di Loreto fra San Floriano, Sant'Antonio da Padova e altri Santi, Via della Chiesa n.6

Madonna col Bambino in braccio contornata da angeli, Via del Battiferro n.1

Sui lati della nicchia si intravedono due santi che potrebbero essere Sant'Antonio e San Rocco. Sopra la nicchia Dio infonde lo spirito divino.

Crocefisso di Via Dante n.72 (1859)

Madonnina con il bambino, Via Dante

IL PRESEPE DI SEQUALS 

Alla sinistra della scalinata che sale verso la chiesa parrocchiale di Sequals, su una superficie di 300 metri quadri, viene installato ogni anno un bel presepe colorato ricco di personaggi festosi. La Sacra Famiglia in una capanna di legno è  circondata dai Re Maggi, dai pastorelli con i loro animali, contadini, musicisti, angeli, bambini che salutano con allegria la nascita di Gesù.


FESTE TRADIZIONALI LOCALI

LA FESTA DEL PRIMO MAGGIO, LESTANS

(contributo di Paolo Dalla Bona)

Già prima dei festeggiamenti organizzati fin dagli anni ’70 dal Circolo Culturale Giovanni Ciani, era tradizione per i Lestanesi andare a messa a San Zenone il primo Maggio in concomitanza con la festa del lavoro e poi fermarsi per un picnic o una grigliata in famiglia. 

Con il ricavato delle prime feste organizzate dal Circolo Culturale e con una prima donazione della SOMSI di Lestans furono acquistati libri per la Biblioteca comunale di Lestans nata nel 1971 e gestita dal Circolo medesimo. 

In seguito, la festa divenne una tradizione che si protrasse per molti anni seppur con molte difficoltà per gli organizzatori essendo il sito privo di luce ed acqua. Il Circolo Culturale non si scoraggiò ed ogni anno seppe apportare modifiche e ampliamenti al chiosco e alle attrezzature. Oltre a tutto il materiale per la cottura dei cibi tradizionali alla griglia, si doveva portare l’acqua necessaria con una cisterna nonché un generatore di corrente elettrica.

Era un bel gruppo affiatato quello formato dai Soci del Circolo Culturale G.Ciani che negli anni ‘70-‘80 propose marce non competitive e feste da ballo e acquistò una piattaforma in legno e altro ancora.

L’organizzazione della festa, fonte economica storica per le attività culturali dell’associazione, fu purtroppo spesso guastata nei risultati dalle condizioni meteorologiche. Oltre a ciò, le normative relative all'igiene e alla sicurezza  hanno condizionato non poco gli organizzatori sottoposti a rischi che il volontariato non poteva permettersi di affrontare

Questo determinò l’abbandono della festa del primo maggio a San Zenone e lo spostamento dei festeggiamenti nell'area dell’ex Asilo di Lestans di proprietà della SOMSI.

Dell’antica tradizione medievale, rimane la Santa Messa a San Zenone seguita dai festeggiamenti nell'area precedentemente indicata.

IL FESTIVAL DELLE ROSE, SEQUALS

Appuntamento fisso e molto atteso dalla popolazione locale ma anche dai visitatori che arrivavano numerosi da ogni parte della regione tra gli anni '60 e '70 per godere della bellezza delle piante esposte, fu il Festival delle Rose organizzato dalla Pro Loco di Sequals di cui il primo presidente fu il signore Luigi Martinuzzi.

La manifestazione, che proponeva anche la degustazione di specialità gastronomiche e eventi vari come il concorso Balcone Fiorito e serate musicali, prevedeva ogni anno anche l'organizzazione di una pesca di beneficenze i cui proventi venivano devoluti all'erigente Casa dell'Emigrante voluta dalla signora Agnese Del Turco Carnera. Il terremoto del '76 interruppe questa tradizione fino al 2004, anno i cui fu ricostituita la Pro Loco di Sequals che tra le varie iniziative propone tutt'ora in primavera la festa dei fiori. 


LATTERIE

 

LA LATTERIA TURNARIA DI LESTANS

Alla fine dell’Ottocento, sulla scia del fervore di collaborazione e cooperazione atto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle classi operaie che, attraverso i nostri connazionali emigrati in quei paesi, giungeva in Italia e in Friuli, vennero create istituzioni di fondamentale importanza quali le Società Operaie, le Società Cooperative di Credito e di Consumo e le Latterie Sociali.

In Friuli la prima Latteria Sociale nacque nel 1880 a Collina di Forni Avoltri per iniziativa del maestro elementare Eugenio De Caneva sul modello delle esperienze fatte nel Cadore a partire dal 1874. In pochi anni il fenomeno si estese all’intero territorio regionale. Tra la fine del Ottocento e il primo decennio del Novecento nacquero le prime Latterie Sociali del distretto di Spilimbergo: nel 1885 era già censita quella di Clauzetto, nel 1895 aprì la Latteria di San Giorgio della Richinvelda, nel 1908 vennero inaugurate quelle di Rauscedo, Tauriano e Vito d’Asio. La Latteria di Valeriano venne aperta l’ 1 febbraio 1909. Nel 1910 la frazione di Lestans fu la prima del Comune di Sequals a dotarsi di una Latteria Sociale Turnaria. Il 7 novembre dello stesso anno, venne inaugurata all'inizio della salita per Solimbergo la Latteria Sociale Cooperativa di Sequals che serviva anche la frazione di Solimbergo.

La Latteria Turnaria di Lestans nacque ufficialmente il 19 agosto 1910. I soci che vi aderirono furono 68. A questi se ne aggregarono altri 27 il 1° gennaio 1911. 

Il filantropo Commendatore Giovanni Ciani contribuì all'acquisto dei locali e dei macchinari necessari al funzionamento della latteria con un prestito dell’importo di 10.000 lire. L’edificio della Latteria Turnaria di Lestans fu costruito, nella via che attualmente si chiama Vicolo della Latteria a fianco della sede della SOMSI che era stata donata al sodalizio nel 1909 dallo stesso Ciani, e all'interno della quale trovò sede all'inizio degli anni Venti anche la Cooperativa di Consumo.

Ogni socio portava il suo latte al caseificio due volte al giorno, la mattina (dalle 7.00 alle 8.00) e la sera (dalle 18.30 alle 19.30 e anche più tardi durante la bella stagione). Il casaro provvedeva subito alla pesa indicando sul libretto del socio la quantità di latte conferito. Quando il socio aveva raggiunto un credito di latte sufficiente, veniva avvisato per tempo dal segretario che stabiliva in anticipo i turni tramite una tabella appesa al muro. La giornata di turno era un avvenimento importante ed impegnativo per tutta la famiglia, soprattutto se questa capitava di rado. Il lavoro cominciava già la vigilia con il ricevimento del latte serale. La mattina verso le sei, con l’aiuto di una donna di casa (la moglie, la figlia, la nuora o la nipote), il socio di turno portava la legna necessaria al riscaldamento della caldaia del latte e dell’acqua e aiutava il casaro in tutta la lavorazione che di solito si concludeva verso la metà della giornata con la distribuzione del siero per i maiali. Quindi le donne pulivano perfettamente i locali e tutto il materiale utilizzato e preparavano la latteria per il giorno successivo.

Fondamentale per il buon funzionamento della latteria era il casaro. Tra il 1920 e il 1989, si sono succeduti a quella carica tre uomini: Valentino Zuliani (dal 1920 al 1954), Mattia Bonutto (dal 1945/46 al 1960) e Antonio Tesolat (dal 1960 fino alla chiusura della latteria).

Tutta la documentazione relativa alla storia della Latteria di Lestans del periodo compreso tra il 1910 e il 1955 è andata persa: il primo registro dei verbali di assemblee e consiglio direttivi disponibile risale soltanto al 1956. Non è quindi possibile conoscere in modo preciso l’evoluzione numerica dei soci e l’andamento della produzione casearia della Latteria di Lestans del periodo antecedente quella data. Soltanto un vecchio quaderno blu del 1938 reca l’elenco dei soci che quell'anno sale a 160 unità. I primi registri di lavorazione del latte risalgono al 1946, anno in cui i soci sono scesi a 107 unità. Con i primi anni che seguono la seconda guerra mondiale, il numero degli associati ricomincia a salire. Nel 1950 i soci sono 129, nel 1955, sono 145. Parallelamente all'aumento dei soci, tra il 1946 e il 1960 si nota una costante crescita della fornitura di latte: da 112.422,10 litri nel 1946 a 341.409,80 nel 1960.
Con gli anni Sessanta e l’inizio del boom economico che vede lo sviluppo dell’industria e il lento declino del settore agricolo, si assiste ad un doppio fenomeno apparentemente contraddittorio. Da una parte il numero dei soci scende considerevolmente: da 102 soci nel 1960, si passa a 59 nel 1970. Dall'altra la produzione aumenta in modo notevole: nel 1970 la Latteria di Lestans riceve 478.102,20 litri di latte e produce 5.403 forme di formaggio, 4.182 kg di burro. Nel 1972, per la grande quantità di latte fornito, il Consiglio chiede di verificare la possibilità di comparare una caldaia più grande e nel frattempo propone di fare due lavorazioni al giorno. Questo andamento si spiega con il fatto che molte piccole stalle chiudevano perché gestite da persone anziane i cui figli, emigrati definitivamente all'estero oppure assunti dalle nuove fabbriche che stavano nascendo nella Provincia di Pordenone, non avevano l’intenzione di proseguire l’attività agricola dei genitori. I produttori più grandi - grazie ad una tecnologia sempre più moderna, ad una razionalizzazione del lavoro dei campi e a una selezione delle bestie, riuscivano ad accrescere la produzione di latte. 
Gli ultimi quindici anni di storia della latteria sono segnati dalla chiusura delle ultime stalle di piccole dimensioni e dal passaggio dei soci più grandi alle latterie del tipo cooperativistico: nel 1980 il numero dei soci varia da 26 nel mese di gennaio a 22 nel mese di dicembre. Nel 1987, l’attività della Latteria si svolge con una media di 10 soci che producono 192.496,40 litri di latte. Alla chiusura della Latteria nel mese di marzo 1989, i soci portatori erano rimasti in quattro.

Vista la vistosa diminuzione dei soci e del latte, la Latteria di Lestans corse ai ripari proponendo di verificare una possibile fusione con altre Latterie Turnarie della zona. Le varie iniziative attuate dal Presidente e da alcuni consiglieri nel corso dell’anno non diedero i risultati attesi e il 27 gennaio 1989 il Consiglio decise la sospensione dell’attività della Latteria. I soci si riunirono in Assemblea Straordinaria il successivo 12 marzo per prendere atto che la Latteria Turnaria di Lestans avrebbe cessato ogni attività a partire dal 27 marzo 1989. Il passivo accumulato negli ultimi anni venne coperto della V^ Comunità Montana che impose agli ultimi soci di conferire il loro latte ad una delle latterie del suo territorio.

Il 12 ottobre 2006 la Società si sciolse definitivamente. Tutto il suo patrimonio immobiliare venne donato alla SOMSI di Lestans con l’impegno che l’immobile venisse adibito e utilizzato per fini di pubblica utilità a favore della collettività di Lestans e che la SOMSI si assumesse tutti gli oneri economici e di natura fiscale. 

Valentino Zuliani, casaro a Lestans dal 1920 al 1954

L'ultimo casaro di Lestans, Antonio Tesolat, dal 1960 fino al 1989

Caseificio sociale di Sequals

Il Caseificio sociale, in Via Ellero prima della salita verso Solimbergo, dopo il sisma del 1976

(foto tratta da Alle Nove della Sera. 6 maggio 1976 Friuli 6 maggio 2006, Regione FVG, Provincia di Pordenone, Comune di Sequals, CRAF, 2006) 


POZZI

Via del Pozzo, Sequals (foto 1)  Incrocio via E. Cristofoli e Via Giandomenico Facchina, Sequals  (foto 2 e 3)


SOMSI

 

Società Operaia di Mutuo Soccorso "Eco del Lavoro" di Lestans

Targa in mosaico sulla facciata della sede della SOMSI di Lestans in Vicolo Latteria

“E’ istituita in Lestans una Società di Mutuo Soccorso fra i lavoranti dei paesi limitrofi collo scopo di sussidiarli in caso di malattia”. Così recita l’articolo I dello Statuto della Società di Mutuo Soccorso “Eco del Lavoro” di Lestans approvato dall’Assemblea Generale nella sua seduta dell’8 dicembre 1891. In un epoca in cui non esisteva ancora un’adeguata legislazione nel campo della previdenza e dell’assistenza sociale, le Società di Mutuo Soccorso permettevano di garantire agli operai e alle loro famiglie un introito giornaliero che di solito veniva completamente a mancare in caso di malattia o infortunio sul lavoro. Il versamento sistematico della quota sociale dava diritto al sussidio anche agli operai emigrati all’estero che dovevano fare recapitare al Segretario della SOMSI un certificato di malattia vistato dalle autorità locali. 

Con il versamento regolare delle quote sociali e con le generose offerte che ricevette da parte di soci benefattori, la SOMSI di Lestans ebbe modo di aiutare anche i soci che per vecchiaia non potevano più lavorare e rischiavano, in assenza di una valido sistema pensionistico, di rappresentare un’ulteriore peso per le loro famiglie o, peggio ancora, se vivevano da soli, di versare in gravi condizioni di povertà: ogni socio di più di 70 anni che avesse pagato ininterrottamente la propria quota sociale per 25 anni e su presentazione di un certificato medico aveva diritto a un sussidio giornaliero il cui ammontare veniva fissato dai soci riuniti in Assemblea secondo le condizioni economiche della Società. 
La Società Operaia di Lestans fu all'avanguardia anche nel campo dell’attività creditizia poiché accordava ai soci che ne facevano richiesta dei prestiti ad interessi molto vantaggiosi. I principali beneficiari di questi prestiti erano solitamente dei piccoli proprietari agricoli che, non essendo riusciti a risparmiare durante l’anno, vi facevano ricorso in caso di cattiva annata o malattia, o degli operai che, dovendo emigrare all'estero per lavoro, chiedevano un aiuto per affrontare le spese di viaggio senza dover in questo modo rivolgersi ai Monti di Pietà o agli usurai. 
In momenti particolari della Storia, la SOMSI assunse in senno alla comunità un’importanza maggiore diventando un punto di riferimento fondamentale per la popolazione. Fu il caso in particolare nel 1914, quando lo scoppio delle prima guerra mondiale provocò il rientro anticipato dall'estero di ben 400 uomini di Lestans e Vacile che si ritrovarono senza lavoro e possibilità di guadagno. La Società Operaia si prodigò per risolvere al meno temporaneamente la situazione chiedendo al Sindaco di Sequals, all'Onorevole Marco Ciriani e quindi al Ministro dei Lavori Pubblici di accelerare l’inizio dei lavori di costruzione del Ponte sul Cosa, tra Lestans e Ampiano, al fine di permettere a chi fosse rimasto senza lavoro di guadagnare un po’ di soldi nell'attesa di poter ripartire. Dopo qualche schermaglia con il Comune di Sequals, i lavori vennero effettivamente portati a termine nel 1915. In quel periodo, la SOMSI riuscì a dare lavoro ai suoi soci ordinando e finanziando varie opere di ristrutturazione e manutenzione delle strade o di demolizione di muri fatiscenti e chiedendo, nella misura del possibile, ai soci più abbienti di aiutare quelli più indigenti con l’ausilio di lavoretti edili e agricoli.
Negli anni ’20, la Società Operaia si prefisse di trasmettere alle generazioni future il ricordo di tutti quelli che morirono per assicurare libertà e indipendenza alla nazione e, con l’aiuto di tutti i suoi soci, eresse il Monumento ai Caduti di Lestans (attiguo all'Asilo Infantile) sul quale vennero riportati non soltanto i nomi di tutti quelli che morirono durante il primo conflitto mondiale ma anche quelli che scomparvero durante la campagna di Albania e durante la seconda guerra mondiale. L’annessa cappella viene tuttora utilizzata per la funzione sacra pomeridiana del giovedì mentre l’insieme della struttura viene gelosamente custodito dalla Società Operaia i cui soci assicurano volontariamente la manutenzione.

Con il passare del tempo e i progressi in campo sociale, la funzione principale delle società operaie venne meno e molte di loro scomparvero. Nel 1974 la SOMSI di Lestans comprendeva appena una settantina di soci laddove era riuscita a contarne ben 230 nel 1908. Con il terremoto e successivamente durante il periodo della ricostruzione, essa cessò completamente ogni tipo attività. Soltanto nel 1988, grazie alla donazione fatta da Geltrude Ciani, venero elette le nuove cariche sociali e il Consiglio Direttivo riprese l’attività di ordinaria amministrazione volta alla salvaguardia del patrimonio finanziario e immobiliare del sodalizio. 
Nel 1998, lo Statuto della SOMSI venne modificato al fine di adeguarlo alle nuove funzioni delle Società Operaie e al decreto di legge 460 del 4 dicembre 1997 sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociali. Si realizzò che per continuare ad avere un ruolo attivo nella comunità, la SOMSI avrebbe dovuto seguire la strada dell’assistenza civile e sociale tramite il volontariato dei suoi soci e l’articolo 2) venne integrato in questo senso: "La società operaia esercita inoltre la sua attività di volontariato per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali del paese, per la tutela, il risanamento e la valorizzazione dell’ambiente e nel settore dei diritti civili a favore della Comunità di Lestans. La Società operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione di Lestans è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale che esercita la sua attività avvalendosi del volontariato dei propri associati. E' un'organizzazione apolitica e senza fini di lucro." Inoltre dal 1999, la SOMSI di Lestans può accedere a contributi pubblici, stipulare convenzioni con Enti Pubblici e beneficiare di agevolazioni fiscali essendo iscritta nel Registro Regionale delle organizzazioni di volontariato nei settori del sociale, della cultura e dell’ambiente e nell'Albo delle Associazioni e Organizzazioni di Volontariato della Provincia di Pordenone nei settori del sociale, della cultura, dell’ambiente, dei diritti civili e delle attività innovative. 

ELENCO DEI PRESIDENTI DELLA SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO ED ISTRUZIONE DI LESTANS

CIANI Giovanni: 1892-1913

BETTOLI Evaristo: 1914-1919

DE FRANCESCHI Ermenegildo: 1919-1921

CIANI Giovanni. 1922-1923

MELOCCO: 1924-1945

BONIN Giuseppe: 1946-1969

ROSSI Solero: 1970

TONEATTI Arturo: 1970 

CARGNELLI Francesco: 1970 -1971

BOMBASARO Roberto: 1971-1978

LIVA Dario: 1988-1991

COMINOTTO Elena: 1992-1995

BORTUZZO Giacomo: 1996

 

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Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sequals

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Sequals viene fondata nel febbraio del 1871 per promuovere opere sociali, l'istruzione e il benessere dei suoi soci; Giuseppe Garibaldi ne è subito nominato Presidente onorario. L'articolo 3 dello statuto afferma che "il capitale sociale, formato dalla tassa di ammissione, della contribuzione dei privati e dei soci, veniva destinato a soccorrere con sovvenzioni giornaliere i soci, che per malattia fossero resi inabili al lavoro proficuo, per provvedere al bisogno dei soci inabili per anzianità, ed in caso di morte aiutare le vedove ed i figli".

Negli anni Venti, tra il 1925 e 1928, la SOMSI si dota di una sede, edificata grazie al generoso intervento di Giovanni Zanier sulla neo-costruita Piazza principale di fronte al Monumento ai Caduti e in grado di ospitare le riunioni dei soci e le iniziative ludiche del sodalizio. Ovviamente il mosaico viene usato per la decorazione dell'edificio: di particolare pregio il frontone sopra le finestre mediane e il pavimento dell'ingresso dove su una grande pergamena in mosaico è rappresentato il simbolo della Società Operaia :due mani che si stringono.  


SOPRANOMI DELLE ANTICHE FAMIGLIE DI LESTANS

(da una ricerca della Somsi di Lestans)

 

AMERICANA – Cesca

GASTALDO - Melocco                                                                                   

PITIS - Rigutti

ARE' - Toffolutti

GHIT - Martinuzzi

PORTEL - Zol

BAFFI FIL DI FIER - Bortolussi

GIAOTA - Cominotto

PUL - Lenardon

BATAFIER - Beltrame

GOBU - Pascutti

PRETOOR - Martinuzzi

BENAMINS - D'Andrea

GORGASSIN - Zilli

PULISENA

BISAR - Bisaro

GUNDULIN - Zavagno                   

ROSSA - Cian

BISSUT - Chiozzotto

IACUMA - Melocco

SANFORGNA - D'Andrea

BOAR - Contardo

LENA - Del Zotto

SBURICH - Zol

BOLP o BULDO - D'Andrea Cargnelli                                                                             

MAGENTA - Lenarduzzi

SCIAN - Ciani

BORTUL - Tomat

MANANINA - Tomat

SESCIA - Bozzer

BRUSAVIN - Cargnelli

MARINUT - Contardo

SILIN - Bozzer

BUERA - Tomat

MARUS - Chivilò

SINTESIN - Fornasier

BUFFUL - Bonutto

MASCIATA - Serafini

SIORIT - Rigo

BURLEC - Bortolussi

MASETTA - Bortolussi

SORT - Zuliani

BUTEGHINA - Cancian

MASSOL - Mazzoli

STAGNIN - Bonutto

CANELIN - Tomat

MELA - Cancian

STRADIN - Fornasier

CIALIAR - Cargnelli

MINISSA - Cavalcante

STRANASAI - Martinuzzi

CIARGNIEL - Bortolussi

MARCEDANT - Venuti

SUCION - Peressin

CODOGN-COM - Poli

MIDUN - Andreuzzi

SUL - Bortolussi

COREER - Cian

MONDO - Del Zotto

TABEDAR - Delmissier

CONCARI - Bonutto

MOMI - Nonis

TAICURT  - D'Andrea

COSIMO - Bisaro

MION - Bonin

TARATARA - Zilli

CRAI - Zanussi

MOSTASSIN - Bortolussi                                          

TILIN DALLA MORA - Bisaro

CROVAT - Ciani

MOSCIA - Tomat

TIRITIN - Bonutto

CRUDA - Martinuzzi

MUNI - Chiozzotto

TOCO - Margarita

CUCOT - Venuti

MURAN - Brovedani

TOSSUT - D'Agnolo

CUTI - Bisaro

MUSCIU - Tomat

VALANTIN - De Franceschi

DAL PLEVAN - Bortolussi

MUT - Peressin

VETOR - Zol

DALLA NUNZIA - Bortolussi

MULIN - Rossi

ZEFA - Bortolussi

DATO - Melocco

NARDO - Zinelli

SILIA - Cargnelli

DISARA - Cesca

NETO - Melocco

PAETTA - Cian

FAIFERA - Faifero

NICUL - Martinuzzi

BARBOS - De Giusti

FILUMENA

PALONI - Ciani D'Andrea

COLO' - Cancian

FANEL - Bozzer

PAPAGNASSO - Bianchi

CENCI - Del Fabbro 

FRARI - Liva

PEON - Bonutto

GNIASSIO - Gasparotto

FURIERA - Fornasier

PERANTONI - Cargnelli

CARO - Bozzer

FUUS - Venuti

PICON - Bortuzzo

TAMAI

GAMBAR - Toffolutti

PILLON - Pilloni

 PADOVAN - Zorzi

GAMBAREL - Cargnelli

PIRUSSAR - Peressin

 BRENTON - Bertoli

GAMBARUS - Bortuzzo

PISTUN - Montico

 TALIAR - Zilani

STEMMI DI FAMIGLIA

 

Famiglia Giovanni Battista Odorico

Lo stemma in mosaico della famiglia Giovanni Battista Odorico è visibile all'angolo destro di Villa Johanna a Sequals. In campo di cielo si legge la scritta dorata Sempre verso la luce riferita a cinque girasoli che rappresentano i cinque figli del signor Giovanni Battista Odorico con i quali nel 1754 egli iniziò un sodalizio professionale che portò l'intera famiglia a lavorare nell'Impero russo, e nelle generazioni successive in tutta Europa. Più di un secolo dopo i nipoti di Giovanni Battista contrassegnavano ancora i loro lavori con cinque girasoli stilizzati.   

Famiglia Savorgnan

Sopra il portone della chiesetta di San Zenone a Lestans, viene rappresentato, su un ricco drappo rosso, un blasone con lo stemma della famiglia dei Savorgnan, d'argento, allo scaglione di nero.

I Signori di Solimbergo

Lo stemma della famiglia dei Signori di Solimbergo è composto da un ventaglio (o scopino) d'oro, posto in palo, su sfondo rosso

E' scolpito assieme ad altri stemmi nobiliari  sopra il portale del Duomo di Spilimbergo (il primo in alto a sinistra). Si tratta della sua unica rappresentazione locale.